Augurio di rinascita

Per questo 2012 in arrivo, già turbato da profezie funeste e concrete realtà dolorose, non posso rivolgervi ipocriti auguri di felice e sereno anno nuovo, ancor falsi e surreali in tempi di normalità. L’arduo che è della vita, inestirpabile, ci è davanti e da affrontare. Questo però mi da speranza: appartiene infatti al buio la capacità di rendere la luce un bagliore accecante. Mi da speranza più del tempo in cui abbiamo assistito a pseudo luminosità gonfie e traboccanti di una vita resa psichedelica. Anche se le tenebre, nell’attesa, sembrano infittirsi a muro invalicabile, è la bellezza ancora il segreto. “La bellezza ci salverà”, la bellezza ci salva sempre, ma la bellezza autentica è percepibile solo a contatto con la nuda terra. E’ nella semplicità, purezza, cammino lineare e comune, privo di sfavillii vuoti. Così la bellezza è anche qui e adesso, come sempre, pronta al ristoro dei nostri animi che, come dice Hillman, ne hanno una sete infinita e anelano ad essa costantemente. Allora vi auguro che le difficoltà di questo tempo nuovo, le fatiche da sopportare, siano la strada di ritorno all’autentica bellezza ed il risveglio dei nostri occhi incapaci di vederla nel nostro quotidiano e comune vivere.

La bellezza è un filone d’oro che solo lo sguardo sensibile può scorgere.

Che sia questo buio motivo di rinascita.

Immagine: Boris Kustodiev – By the volga

Nel giorno dell’attesa

Ad attendere la notte, in questo giorno d’attesa, ripenso.

E mi sovvien Leopardi ed il suo eterno, la tensione sua d’animo.

Mi sovviene, riemerso, il pensiero delle attese dei miei natali passati  e delle letture a scandirne il tempo.

Riemerge un’umile lettura di qualche anno fa che pure ha lasciato un sedimento: L’alfabeto dei sogni di Susan Fletcher.

Perchè il Natale è solo una stella, un segno nel cielo, un sogno da seguire, un misero lembo di panno colto ad un neonato che si andò a visitare per quel sogno del tutto surreale.

“I sogni possono nutrirti, possono portarti in posti inimaginabili” S. Flecter

Perchè il Natale è quel misero lembo di panno strappato, stretto fortemente nella mano, capace di donare la speranza di una salvezza all’interno di un Qanat nel deserto.

Il Natale è la speranza stretta nella mano…

Tanti auguri a tutti!