Cronache di canti e scogli

Oh labirinti

dalle trecce in sobbalzo e zoccoli in corsa

fuga,

echi irraggiungibili e ossessionanti…

 

Oh plurime Elene fantasma e bacchiche nebbie,

canti di Lissa a corde di Ulisse,

occhi ciechi nel vedere,

veli al volto d’inafferrabile disparire …

 

Lacerazioni, strappi sottili,

fibre smagliate

sparpagliate lontanamente,

puzzle a pezzi perduti,

virgulti e gorghi …

 

E quello scoglio fitto-trafitto

nella temperie,

come irrimediabile

e avvinghiato,

in tutte le sue forze conflittuali

Foto di Susanita

Farti farmi una culla

A te e il tuo calore mozzo

Farti, farmi, una culla,

lento cullare

lontano lontano lontano

nel silenzio e la penombra,

nella luce del calore profondo

avvolgere ricolmo,

amore che da,

amore  che è senso

senza questione

senza senso,

amore di una sola posa

che sconosce fremito, smarrimento, perdita franosa,

amore di sola pace

infusa densa infinita

che è senso senza senso,

squarcio d’un respiro mozzo.

 

Una culla lontana lontana

per questo sentirsi,

allo specchio dell’altro cercarsi,

rattopparsi a cuori con cuori

e oscuro espirare senza un’alba.