Non esisti

Non esisti.

Capacitarsi solo ora che non esisti.

Dietro il tuo nome un fantasma, l’immagine propria di te.

Se fosti realtà, sei trascorso.

Se fosti realtà, fosti già un po’ fantasma.

 

Resta un pugno di fotogrammi, alterati simulacri,

contorni rotti ripetute volte,

segno vivo e scavato

da penetrante e luce

a riconoscersi pagina in corrente.

velo

Il comunismo del coraggio

La mattina mi alzo sempre presto. Amo respirare l’alba e in essa ricongiungermi alla vita. Questa mattina però si sentiva un aroma nuovo e ambiguo: il cielo era striato di colori contrastanti.

A volte il cielo sembra sapere già del mondo, riflesso come nel mare, espresso in sinfonie di tono. In ogni caso questa mattina non fu l’unica cosa strana successa, anzi devo dire che quasi nulla risultò come sempre.

Sembrò il mondo rovesciato, la realtà surreale come in un quadro di Mirò.

Confusione imperversava per tutte le strade percorse fin dal primo tratto. Nessuno capiva la causa. Non vi erano incidenti, non vi erano strade in manutenzione, non vi erano scioperi previsti, non vi era maltempo. Opaco era il cielo.

Gli autobus erano fermi e abbandonati nel mezzo delle strade. Così i taxi. Mentre i semafori erano tutti spenti, naturalmente generando un gran numero di incidenti. Le farmacie non erano neanche state aperte. Ristoranti, panifici, negozi di ogni genere erano privi di commessi. Gli ospedali erano affollati fuori dai reparti, immersi nel chiasso e nello schiamazzo, come se non vi fosse nessun inserviente all’interno. Sembrava il mondo intero in sciopero. Anche in strada le persone schiamazzavano e litigavano fra loro per ogni sciocchezza senza giungere a nessun accordo. Di fronte alle scuole, folle di ragazzi o bambini in attesa dell’inizio delle lezioni che tardano, tardano eccessivamente. Alcune scuole sono state aperte, ma i professori erano per lo più assenti e i presenti si riunirono in aula docenti a sfogliare giornali (del giorno prima perché nessun quotidiano del giorno è uscito), mentre i ragazzi abbandonati a sé stessi passavano le ore tra loro giocando o litigando. Ogni singolo individuo risultò sconvolto e diverso. Le mamme e i papà discutevano coi figli quasi fossero loro pari . Alcuni genitori abbandonavano i figli ai capricci e al pianto in ogni luogo.

Lungo le strade non vi erano vigili, molto richiesti. Si tentò infinite volte di richiedere l’aiuto della polizia o dei pompieri, ma nessuno ha mai risposto a nessun numero di emergenza.

L’elemento particolare di tutto questo mondo sconvolto è stato l’improvvisazione di molti, persone semplici e solitamente diffidenti al proporsi, che in necessità dirigevano il traffico, dirimevano contese, gestivano le file alla posta e aiutavano persone in difficoltà.

Vicino casa mia ad esempio abita un uomo solo che non si è mai sposato perché teme il matrimonio, non guida per paura, esce poco ed è sempre solo perché teme che i rapporti possano diventare seri. Oggi ha spostato un autobus che bloccava il traffico della strada e ha fatto da giudice tra due persone che avevano scontrato le loro macchine e non trovavano accordo nel chi fosse il responsabile. Il figlio di una mia collega invece, ragazzino sempre introverso e fragile nel carattere, a scuola ha assunto le redini di un gruppo di compagni che non riuscivano a giocare con calma, senza attaccarsi tra loro. Anche una vecchietta, mia zia alla lontana, che in vita sua non ha mai avuto il  coraggio di prendere una decisione o una posizione sua personale, ma rimase sempre sotto il volere dei genitori o del marito, in ospedale ha dato aiuto a molte compagne di stanza che urgevano di assistenza assumendo da sola grandi responsabilità in merito al proprio agire.

Il cielo fu tutto il giorno strano in colore e timbro.

Nella totale confusione sono riuscito a tornare in casa di sera e già mi sentivo particolarmente voluto bene dal cielo. Promisi una preghiera in più di ringraziamento prima di dormire. Nessuno aveva capito cosa fosse successo. Tutti solo si chiedevano quanto sarebbe durato. L’unica impressione era di un mondo rifatto al contrario e tanta tanta confusione.

Provo ad accendere la tv, per tutto il giorno infatti i canali sono rimasti fuori servizio, e… funziona! Mi sono sentito nuovamente voluto molto bene dal cielo.

Come prevedibile, ogni canale era un’edizione straordinaria del Tg.

Dalla ricostruzione della giornata si è evinto, anzi è stato detto: “Sembra che ogni persona solitamente abituata a reggere le responsabilità, si sia stancata e abbia improvvisamente lasciato tutto il peso al resto del mondo che su loro si appoggia quotidianamente”.

La cosa che mi ha colpito particolarmente è stato il cambiamento di alcuni che, costretti dalla necessità, hanno uscito fuori il loro coraggio. A tal proposito si è parlato del giorno di comunismo del coraggio e tutti sperano sia soltanto uno.

Penso, immagino con paura, a tutto l’accaduto oggi che sconosco e l’informazione omette … Le carceri, le sale operatorie, i pronto soccorsi, le aule di giustizia e … smetto per non dare inizio alla vertigine del terrore.

Forse non tutti sperano sia soltanto uno però questo giorno. Forse alcuni pensano adesso che sarebbe più giusto toccasse a tutti essere tanto codardi che coraggiosi in maniera un po’ egualitaria, più giusto che ciascuno si assumesse le proprie responsabilità senza fuggire. Chi fugge per necessità infatti delega.

Ho spento la tv. Sono uscito a vedere il cielo: è limpido e stellato . Mi corico stanco .

vado-a-vedere-il-tramonto-di-Stromboli-a25680286