Nel tempo della mano

Sarebbe bella la carezza

nel tempo della mano,

ma non umano.

Bisogna che si perda perché si sfiori

e t’amo nell’aver perduto.

 

Eppur con me  più quando taci

lontano

e preghi

simona atzoriQuadro di Simona Atzori

 

L’oltre sé e lo specchio

La guerra non finisce,

il fronte continua a chiamare:

“Non puoi stancarti, non puoi stancarti”,

non puoi disertare.

 

Accettare i confini è guerra più di conquista,

Roma lo sa e non capì,

perenne seguace di una magra lupa.

 

Roma lo sa e non lo capimmo,

non lo capiamo, ancora non lo sappiamo,

“Tutto ritorna perché nulla ritorni”:

sfamati affamati.

 

La guerra non finisce e non finirà

non in potere è disertare,

la virgola s’intravvede al confine

incontrollabile, incomprensibile,

l’oltre sé e lo specchio.

 

“Ti sei mai chiesto, Edipo perché gli infelici invecchiando si accecano?”

65774_488115824557251_462663103_nQuadro di Benedetto Poma

 

Mito

Ninna nanna bimbo bello,

ombre lunghe sul tuo castello,

fresche lenzuola, candida lana,

fai grandi sogni di filigrana.

 

Ninna nanna, ninna-oo,

il mio bimbo cullerò,

sul mio seno, sul mio seno,

per sempre lo custodirò.

 

Sul mio seno,

sul mio ventre,

sul mio cuore,

senza dolore, senza dolore…

 

Non tremare, non disperare,

il mondo è feroce da raccontare

sotto una culla, senza speranza

da una balia che ne ha già persa tanta.

 

Non strillare, non strillare,

il cielo è buio e le stelle lontane,

ma è sopra noi e noi contiene,

legati all’eterno ci tiene.

 

Ninna nanna, ninna-oo,

questo bimbo consolerò,

lo consolerò con la mia canzone,

con i racconti, con le storie.

 

Lo consolerò perché fugga la notte,

perché venga domani, risorga il sole,

perché sorga ai tuoi occhi,

alle tue labbra, nelle tue parole…

 

Come fu, sempre sarà,

ad una culla, ad un giaciglio,

alla nuda oscurità…

 

Nel tempo che sarai e io lontano,

a cullare la perdita, esser memoria,

nella parola, nella parola…

 

Ninna nanna bimbo bello,

per il cielo scuro ti conservo,

alle piccole luci, alle stelle lontane,

sopra di noi, sopra di noi

con l’eterno legati

come miti narrati.

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Quadro di Carlo Cordua