Eco

 

La parola si posava

sulla voce

come seme nelle trame del terriccio,

come arido all’umido,

nido di cotone ai passerotti,

come pelle ad un abbraccio di sconosciuti,

-tremulo di candore saldo,

custode di bellezza, contemplata dentro un brivido-

ritmo all’aritmia

di una sorpresa: sulla stessa lunghezza d’onda.

.

Uno specchio,

concavo convesso

iride soffice d’oro.

.

Si posava

come anima su anima,

scorgersi, adagiarsi:

un atomo di essere, vibrazione stride.

.

Giochi d’ombre,

tepori.

.

Enumero squarci:

calcari di diamante,  ancora un’emorragia.

.

La parola si sperde libera,

eco sommerso, un coagulo.

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Immagine: “Un volo fantastico” di Carlo Cordua

 

E’ tutto qui

 

E’ tutto qui,

in prossimità d’essere:

ogni forma di sogno

ombra di ruga, via

orma di sguardo, bagliore cromato appena

e fuggiasco, timbro,

pelle profumo.

a

E’ tutto qui,

in prossimità d’esistere:

sottocutaneo invisibile atemporale

oltre il senso, i confini, l’orizzonte

oltre le attese, il credibile

d’incredibile di un tessere;

tra la paura e la trepidazione,

l’estasi e urlo sommerso

di danza organza per nubi e sole,

nel tremore

a

“…D’incredibile d’un tessere

mistico, sidereo, trasparente

irraggiungibile, aconcettuale, intangibile:

Presenza”

a

Quante volte ancora di vita morire

e sorgere,

quante volte a nuovo scendere notte

e fare ritorno, Primavera,

d’oro tintinnio?

a

Per bocciolo e corolla e tango rosa

cade seta a seta,

bellezza a bellezza, la rondine migra

torna, respiro d’onde

allo stesso ritmo d’ali, volo

d’un giorno da farfalla.

E’ tutto qui.

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 Foto di Susanita