Spogliarsi

Presso la fonte che si fa porta che si fa soglia,

al confine di noi, oltre noi

dove siamo per non essere, essere

radicale

senza scusanti né vie di fuga,

abbandoniamo tutto. Tutto è da lasciare.

Spogliarsi di sé.

.

L’artista lasci scalpello e colori:

la forma non è più necessaria.

Ma egli non ne è capace,

egli è le sue forme abbozzate.

Il filosofo lasci le sue dottrine:

non c’è più nulla da spiegare.

Ma egli non ne è capace,

egli è quel pensiero contorto, teso.

Il medico lasci le sue medicine e le diagnosi:

nessuno mai più si ammalerà.

Ma egli non ne è capace,

egli è quella ricerca di luce negli occhi di chi salva.

Il bibliofilo lasci i suoi libri:

non esiste più perdita da cristallizzare in carte.

Ma egli non ne è capace,

egli è quell’odore di inchiostro, di carta ingiallita,

lo sguardo furtivo nelle selve di frasi.

Il soldato lasci ogni arma,

il condottiero ogni meta:

non vi è nulla da conquistare che già non si abbia.

Ma non ne sono capaci,

essi sono la loro sete di conquista.

Lo scienziato lasci le sue scoperte:

ogni caso da origine è uguale, immutabile e perfetto.

Ma egli non ne è capace,

egli è quella ricerca dentro le sue formule.

Lo sportivo lasci le sue fatiche:

il non-corpo perfetto, il vero, gli sarà.

Ma egli non ne è capace,

egli è quella ricerca di perfezione.

L’esploratore lasci la sua sete di nuovo:

è sempre nuovo l’eterno da sempre.

Ma egli non ne è capace,

egli è quella sete

come l’uccello è il cielo,

i pesci il mare,

l’ape i fiori.

Lasci il musicista l’armonia che cerca:

la più grande armonia lo accoglie.

Ma egli non ne è capace,

egli è quella tensione.

Lasci l’amante i piaceri della carne:

il piacere sommo e inenarrabile proverà.

Ma egli non ne è capace,

egli è quel calore, carezza e bacio.

Lasci il poeta la parola e le sue note nel silenzio:

non vi saranno più sospiri e mozze sillabazioni.

Ma egli non ne è capace,

egli è quel respiro mozzo.

Nessuno attraversa senza lasciare pezzi di sé,

come ricamo sulla pelle. Il viaggio

è conquista nella perdita.

.

Il bambino lasci i suoi giochi:

la vera gioia lo attende.

Egli si getta su essa con entusiasmo,

tentenna un po’ al cielo,

ride e va.

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Polvere di Susanita