… ai volti che, soli …

Quest’anno non mi sento in grado di alcuna riflessione filosofica o morale per augurarvi buon Natale.

Pensavo di affidarmi alle parole di un poeta e, in questo, mi è piaciuto far riferimento ad un autore a noi un po’ lontano e paradossalmente tanto vicino. Il suo nome è Adonis, in arabo أدونيس, poeta siriano-libanese contemporaneo.

La poesia è tratta da Nella pietra e nel vento, la versione poetica è di Giacomo Trinci.

Pace

Pace
ai volti che, soli, vanno nella solitudine del deserto,
all’oriente vestito d’erba e fuoco.

Pace alla terra lavata dal mare
al tuo amore, pace…
la tua nudità folgorante le sue piogge mi ha dato
il tuono consacrato nel petto
è maturato il tempo
avanza il mio sangue
prendimi e sparisci splendore d’oriente
perdimi hai cosce d’eco e lampo
prendimi del mio corpo copriti
favore il mio fuoco
astro la mia ferita è guida
m’infiammo…
stella divampo,
la disegno
dalla mia patria fuggendo nella mia patria,
divampo stella,
la disegna nella traccia dei suoi giorni perduti
oh cenere della parola
la mia storia ha un figlio nella tua notte?

Auguri a tutti e grazie di seguirmi!

Buon Natale!

cielo

Amerò

Amerò

chiunque preserverà il tuo cuore

bambino

di chi piange e prega,

di chi ascolta e tace,

di chi respira nel respiro.

Lo amo

perché ha esaudito le mie preghiere,

perché riesce in ciò che non ti riesce.

Non sta a noi preservarci, ma donarci

-l’angelo non vede se stesso-

e il dono ha molte forme.

Che conta che sia io, che sia tu,

una fattezza?

Chagall1

Opera di Chagall

Ciao

Ciao

quando ti vedo è estate ed autunno.

Fioriscono catorci di foglie.

Leggerissimi fioccano i fruscii

ciurme migranti col vento.

Sfavillano come un rituale magico.

Il giallo è ocre.

Il cielo è zafferano.

Ciao

sei sempre tu e non lo sei.

Non sei mai tu.

I contorni non combaciano, è sbavata ogni forma.

Forse non ci sei mai stato

qui, per queste linee.

Forse in un solo istante d’illusione.

Sei sempre e non sei più.

La tua bianca pelle

dilatata, gelida, i capelli

neri, gli occhi

grandi.

Non ti sento o perduto è il sentirti.

Dove sei? Non mi sento.

Sei qui e non ci sei.

Non ci sei mai e ci sei sempre

e “vorrei che fossi qui” è troppo,

soltanto il vuoto dentro il mio respiro,

una litania autonoma.

Sono un capo sfilacciato

proteso al miraggio nebuloso

etereo di un non volto, incontro

l’orizzonte in attesa.

Intrise le trame sono pelle,

eppure la muta.

Ciao “come stai?” è logoro

di noi, né mi riesce mentirti

pur che sei l’essere più sconosciuto mai avuto di fronte.

Tu, come sempre

tra un sospiro sospeso ed uno raggelato.

Bene, male fa lo stesso.

Ciao

dimmi di te: quante domande inutili.

Dovremmo imparare a smettere di parlare, anime.

Anima, sì, il più gran dolore è l’averti perso.

Posso vivere soltanto fingendo di dimenticare.

Ciao

puoi anche andare, sei già via.

La notte si spezza nel dubbio

L’alba ne riporta l’odore:

-quale crepa sfilata risuona? Risana o è mortale?

L’hai perdonato?

Sei riuscito a dirgli “Ti voglio bene”?

Puoi anche restare.

Puoi anche andare,

sono già via.

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Foto di Susanita