Abbandonati, custoditi

Scrivo nel tuo sonno, sogno.

Scrivi nel mio sonno, sogno.

Abbandonati, custoditi.

Coerente la coincidenza dell’assenza,

scoordinati luoghi.

Continua la linea della presenza, un flusso.

Un filo, lucente in singulti.

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“Dea Madre 2” opera in filo di ferro su lamiera. Anno 2012. Luigi Papotto

Cerco nel tuo sguardo furtivo che ho indosso la tua immagine di me.

Carpirla.

Le colleziono come figurine.

Ne uscisse ritrovarmi a puzzle, scovarne il segreto della via.

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Uno

Ho scovato il Cielo nel cuore più inatteso.

L’ho imbattuto, è piombato sopra me

quanto ogni rete era sciolta, soglia snodata.

Ho creduto al Mare per la bocca da cui meno avrei creduto

e mi ha toccata la parola un tempo mai sfiorata.

Ho riposto la mia supplica prima, essenziale

sullo scrigno per cui ebbi meno fede

e affidato la preghiera al petto su cui mai non mi posai.

Ho creduto, ho sentito Amore

anima di anima di anima, un magma di luce, Uno.

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Enzo Tomasello, Adorno, Fuga – 1, 2006, olio su tela, cm 140 x 100

Acquitrino

Ora lo so.

L’ho capito nella notte dei latrati senza voce,

vagiti vaghi,

la notte dagl’echi senza ombra né riflesso ed infinito

appellare nomi cavi, senza un’orma.

Si è sciolto il suolo, snodato

e abbatte l’uragano

placido assordante.

Alto abbatte, ammanta ogni difesa.

Ogni sguardo in cerca

insegne astrali.

Impazza ad orizzonte, moto implacabile

ingorga identità.

Non basta sperare in una mano ferma

pronta a tenere la nostra

sul cuore tremulo e livido.

E’ l’essere la mia la tua

mano, un solo conglomerato in cellule.

Solo un palpito a sostegno tremulo

e la paura e il conforto

e il dolore e la tenerezza.

Respiro, sentire

solo un respiro.

Un acquitrino piano

scintillio

denso, unico come superficie,

fresco refrigerio

di rinnovo e perenne.

E non sa dire…

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Strani riflessi foto di Franco Daldoss