Radici

Non temere il buio,

tutto ciò che è generato nasce da lì:

la fertilità dalla terra,

la vita dall’utero,

dall’antro cavo d’uovo,

il mondo da un tacito universo.

Non temere ciò che ignori:

la percezione è la fioritura di un albero

immanente e celato.

Se taci, al solo respiro timida appare

la luce rilascio di uno spiraglio

su cui i tuoi passi senza sapere.

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Foto di Susanita

Amico mio, spogliati 

Amico mio, spogliati

e nudo vieni da me 

perché solo il tuo cuore nudo sarà capace di accogliere 

ciò che non so dire. 

Non è più tempo di tergiversare, 

non resta tempo per ritrovare ciò che siamo.

Non resta, amico mio, altro. 

Oltre questa attesa titubante, 

oltre il miraggio temerario, 

non resta qualcosa che non sia tempo 

e sai, il tempo non esiste. 

Spogliati, amico mio, ora e nudo corri. 

Nessuna vergogna e nessuna paura sono radici: 

ciò che sei è al fondo della tua nudità 

ed è la superficie ardente, 

la pianta dei piedi del tuo essere. 

Amico mio corri a perdi fiato per la mia strada buia, 

vienimi a scovare alla tana negletta, insidiosa 

ricordami i tuoi occhi su cui riflettere 

quel dolore nostro, 

quel dolore antico 

che noi ben sentivamo in un solo petto 

e non sappiamo dire. 

Ti prego, ridimi, di quel tuo riso strano 

che a me pareva eletto, 

fingi ancora la tua speranza solo per me. 

Ti prego portami via in salvo. 

Spogliati e corri, amico mio, verso di me. 

Non resta tempo per ritrovare ciò che siamo.

Non resta, amico mio, altro. 

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Opera di Benedetto Poma