La sinfonia di cui siamo

Le farfalle bianche e nere volano intrecciando i percorsi

e non distinguono i loro colori.

Se non esiste una matematica cosciente,

i ritmi sono immanenti alla vita,

ed esistendo un prima e dopo,

si sommano.

Ma esistono stanze in cui la cadenza si altera,

la conta tra zero e un milione è uguale,

punti in cui si stende quasi a scomparire.

Se riuscissimo a cavalcare un’onda che vale tutti i ritmi,

potremmo saltare onde avanti e indietro,

come alla corda,

e avere l’universo eterno di fronte,

coi respiri di ogni tempo.

Allora esisteremmo o non esisteremmo?

Difficile sarebbe la distinzione.

Fortuna che lo sfarfallio di animi e cuori

in ogni pelle della vita

continua a preesistere, esistere e propagarsi

mentre ritmi e aritmie,

producono la sinfonia di cui siamo.

1511985_927292273971658_1447922225250485574_o.jpg

Carlo Cordua – L’amore rubato

Chissà se la parola è come l’acqua

Chissà se la parola è come l’acqua

che goccia dopo goccia

buca la pietra.

Dovrei sperare allora che il tuo cuore

sia di pietra,

ma si sa, le pietre non hanno moto,

non battono,

e soprattutto non hanno eco.

I muri sono fatti di mattoni:

per sfondarli serve un carro armato,

e io non ho neppure una bici.

Ma i muri impenetrabili sono invisibili,

come la lontananza voluta.

Chissà se la parola è come l’acqua

che goccia dopo goccia

buca la pietra,

solo per sentirmi dire da te,

alla fine dei tempi:

“Non ho mai smesso di pensarti”.

21014195_1589779357741149_2227055172743241671_o.jpg

Foto di Estéban Puzzuoli

Un posto a te

Trovare un posto a te

è come trovare un posto ad una marea

che muta ritmo e aspetto ad ogni istante

e al centro ha un gorgo

da cui tutto è inghiottito

ma da cui ogni particella organica muove

con ogni forza in senso opposto

per sottrarsi.

Tutto questo sta dentro ad un’altra marea

che a suo modo muta ritmo e aspetto ogni istante

e al centro ha un gorgo

di natura simile e diversa

che inghiotte tutto

e a cui tutto muove

per sottrarsi.

Se si scambiano a tratti gli influssi,

più l’una che l’altra,

non confluiscono mai le correnti,

ma restano due paralleli distinti.

E non è un sistema binario di stelle.

Come non credere alla schizofrenia?

L’incontro può essere un miracolo letale,

come lo è compiersi.

Avere due anime è difficile.

Essere scissi è improponibile.

Ho imparato ad accogliere con clemenza la voce

immutabile

che a mattino e sera pronuncia il tuo nome

in autonomia;

il pensiero che ti segue;

la nostalgia e la gioia di saperti completo.

Se mi manchi più del respiro,

sono felice perché respiri.

Ho imparato a sottrarmi per espandermi.

Morire dopo me è solo quello che ti chiedo.

I piccioni poesia non sono stati mai un conforto.13559102_10154405203891392_7789746701723987958_o.jpg

Foto di Susanita

Si finisce

Si finisce per amare il coltello che ti ha trafitto

perché è un vascello che ti ha condotto.

Si finisce a considerare casa un acquario

perché è stato un tetto che ti ha protetto.

Si finisce a non distinguere la gioia dalla paura

perché si sono commiste.

Si finisce a considerare bene ciò che alla sprovvista è parso un male,

perché è arrivato altro male.

Si finisce a vedere il mondo un rudere

perché la vita è una valanga;

una foresta selvaggia,

perché sei un misero punto.

Si finisce a non riconoscere i colori

perché si è stati troppo al buio;

ad accontentarsi,

per aver avuto tutto.

Si finisce col perdersi,

per essere stati troppe maschere

o troppo se stessi.

Si finisce a non conoscersi mai

per troppo rumore

o troppo silenzio.

Si finisce per vendere l’anima al diavolo

per la felicità che era già nostra.

 

28238213_1774145272637889_8215124204357031628_o.jpg

Foto di Estéban Puzzuoli

 

Ci è

Quel che ci è concesso

è un dono.

Quel che ci è sottratto

è un’opportunità.

Ciò che ci trafigge

crea spiragli.

Ciò che ci limita

ci forma.

Ma il confine è solo un orizzonte di illusione:

si trasforma ad un passo oltre.

E se esiste un illusione consolatoria,

non è illusione, se consola.

Concedersi pace è priorità.

 

25488397_1700912273294523_8538674311158992070_o.jpg

Foto di Estéban Puzzuoli

Fondo segreto

Se c’è un fondo

dentro il fondo

del tuo profondo,

come un fondo segreto del cassetto

-cercalo, puoi trovarlo-,

abbaglia, abbaglialo

con l’amore

mio, suo è lo stesso

e non lasciarti alla corrente

che conduce al gorgo,

anche se ti sembra te,

ma con forze estreme aggrappati

come ad una corda

che nessuno ti ha mostrato:

tutto il senso è li.

Se resti in silenzio

fino al limite di te,

puoi sentire il mio respiro.

Il mio cuore è il tuo,

Il tuo cuore è il mio.

18359400_1484604984925254_8569777172660310522_o.jpg

Foto di Estéban Puzzuoli

Aldilà

Guardati bene dal considerare

sconfitta una sconfitta

e vittoria una vittoria.

Troppe volte chiamiamo vittoria una sconfitta

e sconfitta una vittoria.

Chiamiamo perdita una conquista

e conquista una perdita.

Chiamiamo amore un amare se stessi

ed egoismo amare.

Se considererete una sconfitta

una vittoria;

una perdita

una conquista,

un pensiero lontano e vicino

amare,

avrete raggiunto un essenziale.

Ma se riuscirete a superare ogni definizione,

a rimanere all’aldilà,

avrete raggiunto l’essenza.

Benedetto quel cuore che non vede

l’estremo confine

in un piccolo orizzonte.

28070781_10156249700461392_2046779985187071103_o.jpg

Foto di Susanita