Parole di pesci

Quale prestigio vedere la luce stendersi sui vetri della mia finestra, carezzare il suolo e le tende. La notte quasi la cerco. Mi chiedo quanti e quali ritagli di cielo mi siano ascritti. Sono solo ciò che sento. – La morte non è un arresto cardiaco, è una corda vibrante che non stride più. Se…

Me in te

Quando mi spengo sei emersione un punto, un luogo esatto – Potrebbe essere benissimo un’allucinazione di eco riflesso perenne nella scatola della mente un loop lancinante – Se tutto ciò che sento intangibilmente esiste resto ancora a domandare ma di certo so che sono soltanto ciò che sento – Sei sempre così qui e tutto…

Come immanenza

La cavalletta salta di fiore in fiore e per un istante dimentica il dolore. Il corpo fa pensiero e volto, ma vorrei essere vapore per sentire l’andata e il ritorno dell’onda, il volo della mosca, la pioggia, il vento, la neve, il disgelo, la terra che si spacca, il seme che si interra. Vorrei scovare…

La valigia

I rettangoli lucenti delle finestre nella notte sognano esistenze alternative in cui non fosse preponderante la lente del disilluso. Gli amori senza speranza mai spenti gravano sul corpo come appendici goffe, opulente frapponendosi al nostro divenire, gettandoci nel perenne io fui. Un chirurgo ben esperto reciderebbe l’irreale eco come un piccolo scoppio di anelito d’ali….

Il Giogo

Se un gioco fosse un giogo, saremmo tutti vinti. Ma se un giogo fosse un gioco, il mondo intero potrebbe rivoltarsi come un atto dissacrante, irriverente. Susanna Barsotti, Acquerello su spartito

Dirupi

C’è un cielo tappezzato di sogni e le stelle ammantate di bianco come se mancasse l’aria. Cigola la mia amaca, io contemplo estatica il silenzio. Tutti dormono. Tento di immaginare l’inconosciuto, ma mi coglie una nostalgia erosiva. Vorrei una sospensione, ma l’assenza di tensione non riduce il varco. Si potrebbe optare con un soppesare, ma…

Sono e Sonno

“Sono” sta in superficie. Sporgiti verso il fondo e sprofondi. Nella conta di gobbe letterali confini dell’essere. Foto di Estéban Puzzuoli

Di racconto e d’invenzione

Raccontami cosa si prova a portare alla bocca un bicchiere calibrando bene il moto e il peso tra labbra e polso, e bere. Raccontami com’è camminare sentendo la terra sotto la pianta e la tensione dei muscoli così leggeri, correre e saltare. Raccontami, se lo ricordi ancora, il tempo in cui si gattona e quello…

Una lettera ancora

Vorrei scriverti una lettera, ma ho perso l’indirizzo di te di cui in fondo mi è rimasto solo questo. Sarebbe come un muro al pianto, deporla lì in un fosso, se solo ci bastasse, la risposta del silenzio. Ma proprio questo qui è l’amore mio, tuo, dell’universo e di ogni suo riflesso? Quanti mila di…

Le ali di Icaro

Mentre tendo alla creazione della forma a cui, credo, proietti l’ombra – bramosia, più vera follia- -fuoco, vorace motore- l’ombra mia sembianza di un nome, punto ultimo e primo tra pelli vestite e mutate, perdute, mai abbandonate: perdo, immancabilmente perdo me che scrivo e sono e scopro essere, chi essere, come nei mille istanti del…