Luce di membrane

La materia suona

una pietra opaca

cadendo

ha un tonfo sordo

una sfera vitrea

tintinna

in mille frammenti

La materia vibra

e si contagia di moti ad onde

ritmati tra crepature

Ad onde il cuore irrora sangue,

cadenzato di battiti

incuneato in respiri

Le rughe dell’epidermide sono calde,

illuminate da correnti neuronali

di fonte immobile, conglomerata di membrane

molli, costipate

osmotiche, dialoganti

come intestini

Non sono pietra, sono carne:

vorrei smettere di sentire

il calore per il dolore.

L’amore per la luce di membrane mi possiede

e di pietra voglio imparare a suonare

tonfi, non parole

Schermata 2020-02-04 alle 15.33.38.png

Ritratto maschile di Pinuccio Sciola

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