La valigia

I rettangoli lucenti delle finestre nella notte sognano esistenze alternative in cui non fosse preponderante la lente del disilluso. Gli amori senza speranza mai spenti gravano sul corpo come appendici goffe, opulente frapponendosi al nostro divenire, gettandoci nel perenne io fui. Un chirurgo ben esperto reciderebbe l’irreale eco come un piccolo scoppio di anelito d’ali….

Dirupi

C’è un cielo tappezzato di sogni e le stelle ammantate di bianco come se mancasse l’aria. Cigola la mia amaca, io contemplo estatica il silenzio. Tutti dormono. Tento di immaginare l’inconosciuto, ma mi coglie una nostalgia erosiva. Vorrei una sospensione, ma l’assenza di tensione non riduce il varco. Si potrebbe optare con un soppesare, ma…

Sono e Sonno

“Sono” sta in superficie. Sporgiti verso il fondo e sprofondi. Nella conta di gobbe letterali confini dell’essere. Foto di Estéban Puzzuoli

Di racconto e d’invenzione

Raccontami cosa si prova a portare alla bocca un bicchiere calibrando bene il moto e il peso tra labbra e polso, e bere. Raccontami com’è camminare sentendo la terra sotto la pianta e la tensione dei muscoli così leggeri, correre e saltare. Raccontami, se lo ricordi ancora, il tempo in cui si gattona e quello…

Una lettera ancora

Vorrei scriverti una lettera, ma ho perso l’indirizzo di te di cui in fondo mi è rimasto solo questo. Sarebbe come un muro al pianto, deporla lì in un fosso, se solo ci bastasse, la risposta del silenzio. Ma proprio questo qui è l’amore mio, tuo, dell’universo e di ogni suo riflesso? Quanti mila di…

Stabile nesso

Pagherei tutta l’esistenza per un giorno di risa con te, oggi come allora, soltanto un’ora. Ma penso che non sarebbe giusto: se amo il tuo amore, la tua gioia felice, la tua vita fiorita, perché non aprirmi alla mia che sale come pallido arcobaleno da un grigio acquitrino? Ma io non riesco a sgusciar da…

Incarnato mistico

Il mio cane L’uccellino che cinguetta sul balcone La colomba che salta dal tetto al ramo Il gatto che passeggia sulla tegole La tartaruga che addenta la lattuga La lucertola che si nasconde Il verme che attraversa la terra: non sono più vicini a Dio, sono Dio. Come non avendolo mai perduto, non avendo mai…

Dentro te

Sono un battito all’unisono come se avessi il tuo polso dentro il palmo, ma non capivo, quando mi dicevi: “Io ti sento”. Ora so perché quando penso a Dio penso a te. Foto di Estéban Pozzuoli

Io sono una fenice

Siamo così vicini che il tuo fiato è alla mia bocca. È forse l’origine del mio canto? – Siamo così lontani che non ho più negli occhi il profilo del tuo volto. È forse un principio di beatitudine? – Ci siamo scambiati il flusso dell’animo perpetuabilmente come due otri connesse da un canale: sono pervenuta…

Ho chiesto a Babbo Natale un carillon

Ricordi quando mi dicesti che a Natale il Natale è una grande ipocrisia? – Ricordi quando mi dipanasti Il tuo buio che mi parse molta luce? – Tu mi portasti in stanze dove mai nessuno era arrivato. Chi vi canta più? Neppure un cardellino. – Neppure tu ritorni lì, perché sei già altrove, mentre io…